Scrivevo nel 2007:

In campagna elettorale, Zaia lo sa, il ricorso a certi temi può apparire (e forse è propriamente) operazione di carattere strumentale.
Lo Statuto* è importante e rappresenta la Carta dei principi e delle garanzie di funzionamento democratico di un territorio, ma proprio per questo non si deve tirarlo dentro alle legittime discussioni elettorali.
Ciò detto, prendo atto. Se non si tratta solo di pretattica (elettoralistica), Zaia presidente o Bortolussi presidente, se ne dibatterà. Ma dopo la tornata elettorale.
* Che cos’è lo Statuto?
Lo Statuto è il principale atto normativo delle Regioni (Art. 123 Cost.) che in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i principi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Lo Statuto regola inoltre l’esercizio del diritto di iniziativa legislativa, il diritto di proposta del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali. Lo Statuto delle Regioni a Statuto ordinario, è approvato e modificato dal Consiglio regionale a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due votazioni successive adottate ad un intervallo non inferiore ai due mesi. In ogni Regione, lo Statuto disciplina anche il Consiglio delle autonomie locali, quale organo di consultazione fra la Regione e gli enti locali.
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This entry was posted on 11 marzo 2010 at 18:48 and is filed under 1. Segui i commenti a questo post con il feed RSS 2.0.
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13 marzo 2010 alle 21:17 |
Le radici cristiane sono «importantissime», ma «il Signore ci giudica» non solo da queste, ma anche «dai fiori e dai frutti che queste radici realizzano»; «e i fiori e i frutti chiedono di essere confrontati con il Vangelo e, per parlare in termini laici, con la dignità personale di ogni essere umano». Così il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, ha risposto a chi gli ha chiesto nel settembre 2009, quali sono i rapporti con la Lega e con il suo leader Umberto Bossi che era andato in Vaticano «per ricordare le radici cristiane» del Carroccio.